31/03/2019 | IV. Domenica di Quaresima
Ore 10:00 Duomo di Bressanone
Coro delle ragazze e dei ragazzi del Vinzentinum ...
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Storia

Uno sguardo retrospettivo

A.Musica Sacra - Cantate Domino canticum novum

Con la cristianizzazione della nostra terra nel 3° secolo da parte di coloni romani e, più tardi, di monaci irlandese, si andò affermando il rito latino. Nonostante la scarsità di tradizioni si può supporre che il canto gregoriano (dal nome di papa Gregorio, 590-604) abbia trovato la sua diffusione fra noi come, del resto, nell’intera area dei Franchi. Veniva insegnato nelle scuole appositamente istituite presso un duomo, un monastero e in varie città. L’esempio più antico di scuola di canto di questo genere è quella fondata dall’arciduca Tassilone III presso il monastero di San Candido /Innichen (BZ).


La scuola del Duomo di Bressanone

In quello stesso periodo anche a Sabiona doveva esserci una pratica musicale ben organizzata. I prodromi della Scuola del duomo brissinese erano quindi a Sabiona, da dove fu trasferita a Bressanone attorno all’anno Mille. Per un certo tempo la città vescovile fu la prima e l’unica sede deputata alla formazione del clero, dei cantori e dei ministri dell’altare. C’erano tre categorie di “cantores”: i coristi, i prebendari e gli esterni. Questi ultimi erano rampolli della nobiltà vescovile o della borghesia cittadina; provvedevano personalmente al proprio sostentamento. In compenso dovevano partecipare soltanto alle liturgie solenni. I loro colleghi, invece, erano obbligati a presenziare ogni giorno alle messe e svolgere varie mansioni. Sembra che le melodie cantate nel duomo di Bressanone fossero sostanzialmente diverse da quelle in uso presso l’abbazia di Novacella; forse provenivano da San Gallo in Svizzera.

A cavallo tra il 16° e il 17° secolo nella musica sacra si verificò una svolta determinante. Palestrina aveva portato all’apogeo la polifonia classica auspicata dal Concilio di Trento (1545-63). Ora però essa venne progressivamente sostituita dallo stile concertante della nuova monodia con il sostegno armonico del basso continuo. Per il Tirolo si può constatare che quest’epoca cosiddetta del “basso generale” comportò un notevole incremento di nuove composizioni, i cui autori gravitavano più o meno direttamente su Bressanone. Christoph Sätzl (1592-1655), ad esempio, crebbe a Bressanone dove fu maestro di cappella del duomo dal 1620 al 1632; compose numerosi mottetti e canti sacri per le maggiori solennità liturgiche. Merita una particolare menzione anche il fassano Daniel Zen (1585-1628) che dapprima fu organista del duomo, poi prevosto del Capitolo brissinese e dal 1627 vescovo di Bressanone. Le sue composizioni, come pure quelle dell’ex cantore della Scuola del duomo, il principe-vescovo Johannes von Platzgummer, sono conservate nell’archivio del Capitolo brissinese.

Significativi compositori di musica sacra si accasarono a Bressanone oppure vi acquisirono un adeguato bagaglio musicale quale punto d’avvio della loro carriera. Che Bressanone avesse una forte attrazione anche per tanti musicisti stranieri lo dimostra la vita del boemo Leopold Strach von Treyenfeld che soggiornò in città dal 1727, dapprima come basso e compositore di corte e poi come maestro di cappella del duomo. I suoi ottimi rapporti con la spiccata personalità del principe-vescovo Kaspar Ignaz conte Künigl (1702-1747) sono testimoniati dalle dediche di delle sue composizioni.

Un’altra dinastia di musicisti - la famiglia Besthorn della diocesi di Halberstadt - mise a disposizione del vescovo Leopold von Spaur, successore del Künigl, una lunga serie di geniali compositori. Brissinese di nascita furono invece i direttori del Coro del duomo Franz Hopfgartner (1714-1775) e Johann Baptist Kerer (1743-1821), ambedue grandi compositori di musica sacra. Purtroppo la Rivoluzione francese e la successiva Secolarizzazione del 1803 posero fine a quest’epoca di grande splendore culturale.


Una riforma conservatrice nel nome di Santa Cecilia

Lo stato deplorevole della musica sacra, criticato dagli intenditori, andava risollevato tramite la fondazione di un apposito movimento. Con il proposito ambizioso di restituire “dignità e solennità” alla musica da chiesa, nel 1856 l’organista del duomo di Bressanone Georg Zangl fondò a Bressanone l’Associazione Ceciliano diocesana. Dodici anni dopo in Baviera Franz Xaver Witt promosse la costituzione di un analogo movimento per tutta l’area culturale tedesca.

Lo scopo del movimento era quello di creare una musica sacra che si servisse soprattutto del latino e aderisse in pieno alle esigenze della liturgia. Le proposte e disposizioni in merito furono divulgate tramite apposti periodici, fra cui spiccavano “Musica sacra” e ”Fliegende Blätter für katholische Kirchenmusik“.

La riforma ceciliano ebbe il suo momento di gloria nel 1889 quando a Bressanone si tenne la dodicesima assemblea generale dell’Associazione Ceciliana. Da 10 al 12 settembre giunsero in città circa 500 ospiti con l’intento di raccogliere impulsi ed orientamenti nuovo. L’esecuzione musicale proposta in duomo per la direzione di Ignaz Mitterer alla presenza di un migliaio di persone fu giudicata dagli esperti come esemplare, aderente alle disposizioni dello statuto e degna di essere presa a modello.

Certo, non tutti approvarono questa rigida proposta della musica a cappella e la predilezione per le opere di compositori antichi, quali il Palestrina. Lentamente, infatti, le severe disposizioni contro la musica per orchestra si allentarono. E, dopo Innsbruck e Bolzano, anche Bressanone introdusse in chiesa l’accompagnamento orchestrale. Ad ogni modo le diatribe in merito alle forme musicali da adottare nella liturgia perdurarono fino al 20° secolo inoltrato. Ancora nel 1956 il vescovo Josef Gargitter sottolineò che occorreva dare la precedenza alla musica a cappella rispetto a quella con orchestra.


Ignaz Mitterer (1850-1924)

Nato il 2 febbraio 1850 ad Assling, nell’attuale Pusteria austriaca, Ignaz Mitterer si rivelò un fanciullo prodigio. Già a 10 anni compose la sua prima messa a tre voci. Frequentò la scuola di canto a Novacella, dove studiò anche organo e pianoforte. Divenuto sacerdote nel 1874 fu inviato alla celebre scuola musicale di Ratisbona. A Roma poi, in otto mesi di permanenza, si accostò decisamente alla polifonia classica del Cinquecento. In Palestrina, Lasso ed Händel trovò i modelli cui ispirarsi per le proprie composizioni. Nel 1885, dopo aver diretto per circa tre anni il coro della cattedrale di Ratisbona, intraprese la sua intensa attività di maestro di cappella del duomo brissinese, portando il complesso polifonico a fama internazionale. Nello spirito della riforma ceciliana sostituì le voci femminili con quelle dei “pueri cantores” che reclutava fra gli studenti del Cassianeum. Istruì nel canto generazioni di candidati al sacerdozio. Compose più di 200 opere, fra cui 45 messe ed anche musiche profane. Per motivi di salute nel 1917 passò la bacchetta al suo successore Pius Goller. Morì il 18 agosto 1924.


Vinzenz Goller (1873-1953)

Vinzenz Goller, nato a Sant’Andrea presso Bressanone il 9 marzo 1873, conseguì la propria formazione musicale come cantore, violinista ed organista nel convento di Novacella, dove occasionalmente insegnava anche il Mitterer. Divenuto maestro elementare, organista e direttore di cori, dedicava la prima metà della settimana alla composizione e la seconda all’insegnamento del repertorio che stava creando. Sul consiglio del Mitterer frequentò poi la celebre scuola di musica sacra di Ratisbona. Terminati gli studi ben presto fu chiamato a Vienna dove il Ministro della pubblica istruzione lo incaricò di istituire una sezione di musica sacra presso l’Accademia musicale viennese. Ci riuscì, ma dovette superare le ostilità di alcuni circoli ecclesiastici per nulla disposti ad accettare le disposizioni restrittive di Pio X. Scoppiata la prima guerra mondiale il Goller combatté come volontario sul fronte dolomitico. Nel 1919, dopo la prigionia, tornò a Vienna dove riprese la propria attività di insegnante rimanendovi fino all’Anschluss dell’Austria alla Germania nazista (1038). Quando nel 1941 il monastero di Klosterneuburg, già sua residenza, fu soppresso, si ritirò nella parte più interna del Lungau dove iniziò da capo l’attività di docente di musica sacra nelle diocesi di Klagenfurt e Salisburgo. Terminata la guerra trascorse alcuni anni – fino al 1950 - a Bressanone presso il fratello sacerdote Pius Goller. In questo periodo sudtirolese entrò in contatto con le Edizioni Carrara di Bergamo che gli pubblicarono i tre preziosi volumi della “Scuola primaria dell’organista”. Morì l’11 settembre 1953 a St. Michael nel Lungau.


Josef Gasser (1873-1957)

Lo stesso anno di Vinzenz Goller - il 24 marzo 1873 – nacque e Lienz Josef Gasser, anche lui un compositore importante per la vita musicale di Bressanone. Iniziò lo studio della musica a Novacella e conseguì il diploma di maestro elementare ad Innsbruck, dove strinse amicizia con Vinzenz Goller. Insieme frequentarono la Scuola superiore di musica a Ratisbona e parteciparono intensamente alla vita musicale viennese. Dopo 14 anni di impiego a Wilten (Innsbruck) e Caldaro come pianista, violinista e direttore di coro, nel 1923 il Gasser si ritirò nella tranquilla solitudine monastica di Novacella, dove per 33 anni fu l’anima della vita musicale come direttore di coro, organista ed insegnante. Qui – spesso sollecitato ad uscire dalla sua riservatezza dal suo estimatore Angelo Alverà – compose messe (fra cui la celebre Missa solemnis in mi minore ed il Te Deum, eseguiti in prima assoluta nel 1942 per i festeggiamenti degli 800 anni del convento di Novacella), e mottetti per il Coro del duomo, nonché numerosi canti d’Avvento e di Natale. Per merito suo venne ripresa la tradizione degli “Sternsinger” (Cantori della stella) che a Novacella come a Bressanone passano di casa in casa per annunciare la venuta del Salvatore cantando motivi semplici ma di grande intensità religiosa appositamente composti dal maestro. Il Gasser morì il 10 gennaio 1957 e riposa all’ombra dell’abbazia di Novacella.


Dopo il 1915

Lo smembramento del Tirolo dopo la ”grande guerra“ e la ventennale dittatura fascista comportarono la paralisi del movimento ceciliano. Le singole chiese e sale parrocchiali si sforzarono di promuovere ulteriormente una gestione dignitosa delle liturgie. In tale contesto il Coro del duomo, sotto la direzione di Angelo Alverà, coadiuvato all’organista Alfons Frontull , visse un periodo di autentica fioritura.


Angelo Alverà (1905-1978)

Angelo Alverà, nato a Cortina d’Ampezzo il 2 novembre 1905 e divenuto sacerdote nel 1929, dopo un breve periodo di cura d’anime a Pieve di Livinallongo insegnò canto al Vincentinum. Nel contempo proseguì la sua formazione musicale a Ratisbona e a Monaco. Nel 1935 assunse la direzione del Coro del duomo brissinese fino al 1974. Fu tra l’altro catechista presso il liceo ”Dante Alighieri“ ed insegnante di musica nei due seminari cittadini, dove si dedicò con pazienza e passione soprattutto agli studenti di teologia meno dotati di orecchio musicale. Indimenticabili i suoi trucchi per far apprendere gli intervalli, quali il ”cuccù“ per la terza minore o le campane di Sant’Andrea per la terza maggiore. Nel 1953 contribuì in modo determinante alla fondazione della Scuola diocesana di musica e per un certo tempo fu anche presidente della Commissione diocesana di musica sacra. Quando nel 1938 si sciolse la Banda cittadina, l’Alverà incorporò i fiati nell’orchestra del duomo. Morì il 15 aprile 1978.


Josef Knapp (1921-2014)

Nel 1974 successore dell’Alverà divenne Josef Knapp che già nel 1956 aveva avuto dal vescovo Gargitter l’incarico di presidente del Movimento ceciliano per la diocesi di Bressanone. Diresse il Coro del duomo fino al 1990. Nonostante la sua dichiarata simpatia per le tradizioni del movimento ceciliano, il Knapp si rivelò aperto anche a quanto di nuovo si stava affacciando all’orizzonte della musica sacra. La cronaca segnala delle ottime esecuzioni di opere d’autori prestigiosi: da Bach a Distel, da Palestrina a Gounod.


Otto Rubatscher

Dal 1962, assieme ad Angelo Alverà e Josef Knapp, fu otto Rubatscher di Antermoia (Val Badia) a caratterizzare la vita musicale brissinese. Accanto alla sua attività di insegnante di musica e di direttore del “Männergesangverein”, per 35 anni esercitò con instancabile dedizione e maestria sovrana la professione di organista del duomo – il primo non appartenente al clero! Stimato da tutti e noto ovunque come “Orgel-Otto”, eccelleva per la sua capacità di immedesimarsi nella partitura e per la sua impareggiabile dote di raffinato improvvisatore. Era sempre disponibile ad accompagnare all’organo anche i riti più semplici; ancora oggi, pur in pensione, è considerato un’istituzione inscindibile dal panorama musicale cittadino. Suo successore è il giovane Franz Comploi, ormai il terzo ladino della Val Badia ad essere organista della cattedrale brissinese.


Musica in duomo alle soglie del nuovo millennio

Dalla fondazione della scuola musicale del duomo, quasi mille anni fa, molte cose sono cambiate ed è innegabile che anche il Coro del duomo andò soggetto a dei mutamenti importanti che si possono ricondurre ai concetti di istituzionalizzazione, laicizzazione e professionalità. Nel 1899 l’allora direttore Ignaz Mitterer scriveva in merito all’organizzazione del suo coro: In duomo l’impiego di un apposito organista non ha alcun fondamento giuridica. Il beneficiato del duomo, cha ha piacere e capacità di dirigere il canto polifonico, assume tale funzione; funzione cui può rinunciare a propria discrezione, visto che non gli viene rilasciato alcun decreto di nomina”.

Un tempo la stima per il maestro di cappella era grande; lo si deduce dal fatto che era chiamato “direttore“, e non certo per il suo stipendio. E’ il Mitterer stesso a farlo intuire: “La misera somma di 384 fiorini, compenso personale compreso, per tutto quello che il direttore sacrifica nel corso di un anno affinché si possa cantare a più voci, viene erogato in due rate dalla mensa principe-vescovile”. Dal 1991 il maestro di cappella del duomo per la prima volta non è più un sacerdote ma un laico: Heinrich Walder di Dobbiaco.